Tetimonianze

Mario Bortolotto
"Amadeus", marzo 2006

[...] Le Quattro fantasie op. 6 di un autore totalmente dimenticato, Guido Alberto Fano, già direttore dei Conservatori di Parma e Napoli, era considerato, nei primi anni del secolo - le Fantasie sono del 1895 - l'allievo ideale di Martucci. Appartiene sicuramente a quei volonterosi che non tolleravano l'orrore sedicente verista e, appartati, si abbandonavano alle delizie di Schumann e Brahms. In questi ricalchi, tutt'altro che maldestri, Fano dimostra una musicalità sicura, un gusto ineccepibile, un pianismo elegante. Non sfigurano certo vicino ai più noti esponenti della rinascita musicale indicata anche come "ponte".
Fra la Napoli di Martucci e la Roma lisztiana di Sgambati, Fano non sembra curarsi d'un divario fattosi in breve pallido capitolo di storia, o cronaca, musicale; e procede con speditezza ed estro innegabili.



Mario Messinis
"Il Gazzettino", 30 novembre 2005

È un autore ingiustamente ignorato, momento di transizione tra le vocazioni austrotedesche di Martucci (di cui è stato l'allievo prediletto) e la "Generazione dell'Ottanta", attraversata da iperboli dannunziane. Le opere ascoltate lunedì appartengono alla prima stagione del compositore, che evoca la tenera cantabilità di Brahms e di Schumann, filtrata appunto attraverso Martucci. Nel terzo brano, un "Intermezzo", cromaticamente e polifonicamente risentito, Fano esprime una tensione linguistica singolare nella cultura italiana del fine secolo.


Sergio Martinotti
Ottocento Strumentale Italiano

Un posto a sé occupa il padovano Guido Alberto Fano (1875-1961), allievo a Padova di Orefice e Pollini, quindi a Bologna di Martucci, di cui fu senza dubbio il più autorevole seguace, come mostrano alcune sue principali opere, quali il Pezzo da Concerto per piano e orchestra, un Preludio sinfonico, il poema sinfonico Gesù di Nazareth (da Graf) e pezzi cameristici quali Sonate per violoncello, per violino e per pianoforte, un Quintetto e un Quartetto e altre pagine pianistiche sempre di stile elevato. (pag. 481)


Sergio Martinotti
Ottocento Strumentale Italiano

Naturalmente non molti atlri musicisti italiani del tempo condividevano esperienze così eclettiche e novatrici: limitandosi alcuni alla adesione formale accademica, come [...]; ed altri consegnando le proprie intuizioni più moderne e moderatamente coraggiose alla produzione pianistica anche copiosa, come [...] o soprattutto il padovano Guido Alberto Fano (1875-1961) la cui ricca produzione cameristica meglio che quella sinfonica e concertistica, lo leva a massimo seguace dello stile e della norma sartistica martucvciana: come indicano in particolare la Sonata classica per cello premiata nel 1898 dalla "Società del Quartetto di Milano, quella per violino e le due per pianoforte, oltre al Pezzo da concerto per piano e orchestra premiato al "Concorso Rubistein" di Vienna nel 1900. (pag. 513)


Mario Messinis
"Il Gazzettino", 30 aprile 1975

“... lo sviluppo della personalità del musicista può essere agevolmente rintracciato appunto nella ricca scelta di liriche vocali. Delle quali interessa la continua ambivalenza tra un melodismo contenuto e uno stile recitativo, che scava negli anfratti della parola e che tende a rendere meno rettilineo il discorso. Indi- cativa, sotto questo profilo, anche la assimilazione di certo debussismo e di una armonia più sfuggente, fortemente cromatica, che sembra talora sfiorata da vaghe sfumature atonali.”


Gianandrea Gavazzeni
"La Rassegna Musicale", febbraio 1937

“Il Fano, come è noto, è da porsi tra quei compositori che molti anni fa, in un tempo non certo favorevole alla musica non teatrale, affrontarono il problema della rinascita sinfonica italiana, con risultati positivi e pregevoli. Le composizioni eseguite nel concerto milanese confermano pienamente le qualità di ispirazione e di magistero tecnico, improntate come sono a una esemplare austerità di spirito e di stile”.


Ferruccio Busoni, 1913

  “Fra i più dotati ed interessanti compositori dell'età odierna, nomino Guido Alberto Fano, di cui fra molte altre cose emerge una Sonata per pianoforte di grande stile”


Cosimo Carola, "Terra d'Italia", 15 marzo 1927

“E' un artista completo nel più profondo senso della parola. Pianista o compositore, insegnante o direttore d'orchestra, egli colpisce sempre per il suo ingegno che è veramente possente, multiforme individualista qualche volta improntato ad una leggera sfumatura di prepotenza simpatica.”


Cesare Pollini 1899

“Guido Alberto Fano ha compiuto sotto la mia direzione gli studi necessari ad acquistare la perfetta conoscenza teorica e pratica, del pianoforte. Per la parte estetica poco restava da fare al maestro, avendo l'allievo una straordinaria natura musicale.”


Tullio Serafin 11 novembre 1910

“Carissimo Maestro, grazie della sua premura nel rispondermi e del bel lavoro affidatomi. Lavoro ch'io eseguirò con molto piacere e con molta passione . E' veramente ispirato e di elettissima fattura.”


Riccardo Drigo (direttore d'orchestra)
9 agosto 1892

“Avendo avuto il piacere di sentire alcune volte al pianoforte il giovane Sig. Guido Fano, ed avendo fatto anche degli esperimenti sul suo talento musicale, sono ben lieto di dichiarare che riscontrai in esso tutte quelle doti richieste per una sicura e brillante riuscita nella carriera artistica. Sarebbe invero molto deplorevole che un giovane dotato di un così bell'ingegno dovesse troncare quegli studi sì felicemente iniziati dai chiarissimi maestri Signori Vittorio Orefice e Cesare Pollini, certo che un giorno il Signor Fano occuperà un posto elevato nell'arte musicale.”


Giuseppe Martucci
15 agosto 1896

“Mi è grato dichiarare che il giovane Guido Alberto Fano, che sta per compiere gli studi di composizione in questo Liceo, ha fatto in pochi anni progressi a dirittura sorprendenti. Egli ha già composizioni assai rilevanti e il suo Preludio sinfonico , eseguito negli esperimenti pubblici di quest'anno, ha suscitato un coro unanime di ammirazione. Il Fano è una vera natura di artista, studioso, tenace, ed appassionato dell'arte sua; sì che, senza tema di errare, gli si può pronosticare un luminoso avvenire.”





Guido Alberto Fano